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    • 13 FEB 15

    Neoformazioni congiuntivali

    Anche la congiuntiva può esprimere neoformazioni benigne o maligne quali degenerazioni delle strutture istologiche che la compongono.

    Neoplasia squamosa corneo-congiuntivale

    La neoplasia squamosa corneo-congiuntivale comprende quadri clinici che variano dalla displasia epiteliale semplice fino al carcinoma squamoso francamente invasivo. L’aspetto clinico è di una massa corneo-congiuntivale biancastra, discheratosica, spesso vascolarizzata. Le forme invasive di neoplasia squamosa corneo congiuntivale danno molto raramente metastasi ma possono essere localmente invasive. La terapia standard è un’ampia escissione chirurgica associata a crioterapia del letto chirurgico e ricostruzione del piano congiuntivale. L’utilizzo di antimetaboliti topici (chemioterapia in gocce) è stato recentemente introdotto, e viene oggi sempre più utilizzato, nel trattamento integrato di questa patologia, sia in associazione alla chirurgia che come terapia singola.

    Melanoma congiuntivale

    Il melanoma congiuntivale è una neoplasia molto rara della congiuntiva, (meno del 2% di tutti i tumori maligni oculari). La diagnosi differenziale tra melanoma congiuntivale ed altre lesioni pigmentate benigne (nevo, melanosi congenita) o pre-cancerose (melanosi primaria acquisita) si basa essenzialmente su storia clinica, morfologia della lesione e reperto bioptico. Il paziente affetto da melanoma congiuntivale deve essere sottoposto, prima del trattamento locale, ad indagini diagnostiche per escludere la presenza di metastasi. Queste possono interessare, per diffusione linfatica, i linfonodi cervicali, sottomandibolari, preauricolari, nonché il tessuto sottocutaneo periorbitario, e, per via ematica, il fegato, lo scheletro, la parotide ed il sistema nervoso centrale. L’approccio terapeutico è guidato dalle dimensioni e dalla localizzazione del melanoma. Nei melanomi di piccole dimensioni localizzati in sedi favorevoli (congiuntiva bulbare e perilimbare) è sufficiente una ampia resezione chirurgica. Nei casi situati in sedi sfavorevoli (congiuntiva palpebrale, fornice, caruncola e margine palpebrale) o di grandi dimensioni, l’exenteratio orbitae, tecnica chirurgica radicale in cui si rimuove tutto il contenuto orbitario, è ancora utilizzata. L’utilizzo di antimetaboliti topici (chemioterapia in gocce) è stato recentemente introdotto, e viene oggi sempre più utilizzato, principalmente nel trattamento di lesioni premaligne (melanosi).

    Malt

    maltLinfoma delle mucose (mucose associated lynphoid tissue) a cellule B non Hodgkin; nonostante la sede deve essere trattato come patologia sistemica a prognosi fausta.
    Il paziente viene sottoposto a stadiazione ed a chemioterapia.
    E’ importante escludere con la PCR un’infezione da clamidia psittaci quando viene eseguito l’esame istologico in esiti di biopsia.

    • Diagnosi clinica

      Ove necessario biopsia che può essere una exeresi bioptica ( si asporta tutta la lesione) o una biopsia con esame istologico che deciderà il programma terapeutico successivo.

    • Terapia

      Se possibile chirurgica  anche se le lesioni sono piccole e benigne.
      La sede è talmente particolare che le eventuali ricostruzioni devono permettere il rispetto della statica e della dinamica palpebrale per cui attendere che la lesioni aumenti di volume è controproducente per il paziente.

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