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    • 03 OTT 14

    Cataratta

    La cataratta consiste nell’opacizzazione progressiva del cristallino, lente naturale biconvessa situata all’interno del nostro occhio, appena dietro all’iride.
    L’opacizzazione è causata dall’aggregazione e dall’ossidazione delle proteine del cristallino, processo evolutivo caratteristico dell’invecchiamento.
    La cataratta è la principale causa di cecità trattabile presente in tutti i paesi del mondo. Oltre i 65 anni circa la metà della popolazione sviluppa una cataratta e oltre i 75 anni la percentuale raggiunge il 90%.
    Il sintomo principale della cataratta è l’annebbiamento progressivo, a volte con abbagliamento alla luce frontale, sdoppiamento delle immagini e talvolta un iniziale curioso “miglioramento” della vista.
    Pertanto è consigliata una visita oculistica periodica oltre i 60 anni di età, anche in assenza di sintomatologia specifica.

    esempi cataratta
    • Diagnosi

      Per porre diagnosi di cataratta devono essere eseguiti:

      • Esame biomicroscopico completo con lampada a fessura in miosi ed in dilatazione
        cataratta femtosecond

       

      • Esame completo della refrazione e della acutezza visiva
    • Terapia chirurgica

      La cataratta si cura esclusivamente con l’intervento chirurgico. Il momento in cui intervenire è in rapporto al grado di evoluzione della cataratta e al disagio visivo che essa comporta nelle attività quotidiane più comuni, quindi è una decisione che coinvolge sia il medico che il paziente.
      Gli esami strumentali necessari per l’intervento a seconda del tipo di cataratta e delle condizioni oculari del paziente sono:

      • Ecobiometria
      • Biomicroscopia dell’endotelio corneale
      • Ecografia bulbare
      • Eventuali esami retinici (fluorangiografia – tomografia OCT)
        OCT intra operatorio cataratta femtosecond
      • Topografia e tomografia corneale
      • Campimetria computerizzata e pachimetria corneale
      • Valutazione della motilità con visita ortottica.

      L’intervento si esegue in anestesia topica (colliri). Non è una procedura dolorosa, viene eseguita in regime di day hospital, cioè senza ricovero notturno. L’intervento è di breve durata, si tratta di microchirurgia quindi si utilizza il microscopio operatorio, richiede una sufficiente collaborazione del paziente e consiste nell’asportazione del cristallino opaco e nell’impianto di una lente sostitutiva (cristallino artificiale o IOL).

      Sebbene l’obiettivo sia quello di estrarre la cataratta per scongiurare una cecità sicura con il passare del tempo della stessa, l’evoluzione delle tecnologie applicabili a questo intervento sono molteplici come i nuovi i facoemulsificatori, i microscopi operatori che montano un sistema di centratura per l’impianto di IOL toriche, il laser a femtosecondi.

      A tale tecnologia si aggiunge anche quella che caratterizza i cristallini intraoculari.
      Si ricorre all’impianto di lenti intraoculari, disponibili in varie tipologie per adattarsi alle specifiche caratteristiche ed esigenze di ogni paziente.

      La chirurgia facorefrattiva intraoculare viene quindi applicata anche in condizioni di patologia come la cataratta e può correggere ipermetropie o miopia molto elevate (tra 12 e 30 diottrie), astigmatismi e difetti multifocali (presbiopia) in casi selezionati.
      Tale tecnica chirurgica, prevede delle microincisioni che permettano l’ingresso intraoculare di strumenti microscopici al fine di procedere alla sostituzione del cristallino. Solo alcune fasi di tale procedure possono essere eseguite grazie al support del laser al femtosecondi.
      Si tratta di un’anestesia topica (solo colliri anestetici), l’intervento dura pochi minuti ed il recupero visivo si ha rapidamente fin da poche ore dopo l’intervento.

      Sono necessarie misure cautelative di igiene e comportamentali nei primi giorni, terapie in collirio e controlli scadenzati che vengono prescritte dal chirurgo.

      Le lenti intraoculari (cristallini artificiali o IOL) che possono essere impiantate sono molteplici:

      • Multifocali, ossia capaci di mettere a fuoco a due distanze, una da lontano e una da vicino
      • Toriche, che consentono di correggere l’astigmatismo, difetto visivo congenito per cui gli oggetti appaiono distorti e sfuocati, sia da lontano sia da vicino
      • Asferiche, la cui forma più curva nel centro e piatta ai bordi, compensando i naturali difetti della cornea, permette una visione migliore in qualsiasi situazione migliorando la sensibilità al contrasto
      • Filtrate, che grazie a speciali pigmenti assorbono e filtrano i raggi dannosi per la retina, tra cui quelli solari ultravioletti.
      lenti IOL

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